Visitare la tomba è trovare Gesù vivente
- Roberto Bigini

- 15 giu
- Tempo di lettura: 2 min
(estratto da https://robertobigini.wixsite.com/laportastretta/product-page/roberto-bigini-fatta-di-terra-rivestita-di-cielo)
« Venendo alla Chiesa purgante vera e propria si dovrebbe considerare come l’accesso principale ad essa, oltre che attraverso la morte, i vivi (o presunti tali) ce l’avrebbero principalmente nei sepolcri, i “campi santi” in cui le spoglie mortali dei nostri cari riposano sperabilmente in pace. S’inizia a parlare di Campisanti solo alla fine del XIII sec., quando di ritorno dalla quarta crociata (1203) alcune navi pisane capitanate da Ubaldo Lanfranchi, arcivescovo di Pisa, portarono in patria della “terra santa” proveniente dal Golgota e successivamente riversata nell’attuale cimitero monumentale della città. “Santa” perché, come naturale, quella terra raccolse il Preziosissimo Sangue di nostro Signore. Prima d’allora si era soliti chiamarli genericamente “cimiteri” (dal greco κοιμάω, dormire, stessa radice di κεῖμαι, giacere), ossia dormitori, luoghi dove il corpo dei nostri cari giace addormentato. Anche in quest’ultimo caso è facile intuire come allo stato di “dormizione” del corpo dato dalla morte corrisponda in pari tempo uno stato di attività dell’anima (naturalmente immortale) sì che alcuni, appunto, riposano realmente in pace o sono prossimi a conseguirla, mentre altri, invece, vivono e vivranno i più vividi incubi per l’eternità.

Gli uni infatti hanno raggiunto quell’unione mistica e amorosa col Signore (tanto le anime beate che quelle purganti, dette infatti “anime sante del purgatorio”), gli altri non volendola, o volendola male in vita, l’hanno rifiutata e perduta per sempre. Lasciando perdere questi ultimi, ai quali non potremo in alcun modo venire in aiuto, e riferendoci soltanto ai primi, che hanno conseguito o stanno finendo di conseguire la perfetta santità, va da sé che la visita al cimitero non è, né sarà mai, un “andare in visita a un mucchio d’ossa”, come può sentirsi dire, e addirittura rimproverare, un fedele in confessione, AD 2021, presso una famosa basilica mariana toscana, e non può esserlo per quell’unione mistica già conseguita dalle anime sante tale per cui, come riferisce Antonietta, andare a visitare una tomba è andare a trovare Gesù vivente: «il Signore [...] mi ha detto ancora che visitare la tomba è trovare Gesù vivente». Ecco perché «è bene visitare la tomba e non dimenticare, perché il defunto per sé è un’anima vivente», e “vivente” significa qui: che vive già la vita di Dio, e la vivrà tutta intera con la resurrezione dei corpi, altro che “mucchio d’ossa”! »
Visitare una tomba dunque è visitare Gesù, ossia un sepolcro che un giorno sarà vuoto.












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